CHE IMPORTA A TE?
“Signore, che ne sarà di costui?... Che importa a te? Tu seguiMi.”
Giovanni 21:21, 22
Una delle nostre lezioni più severe nasce dall’ostinato rifiuto di vedere che non dobbiamo interferire nelle vite altrui. Occorre molto tempo per rendersi conto del pericolo di essere una provvidenza dilettante, vale a dire, interferire con l’ordine di Dio per gli altri. Vedi una certa persona soffrire, e dici — Non soffrirà, e farò in modo che non accada. Interponi direttamente la mano davanti alla volontà permissiva di Dio per impedirlo, e Dio dice — "Che importa a te?" Se vi è stagnazione spirituale, non permetterle mai di continuare, ma entra nella presenza di Dio e scopri il motivo. Probabilmente scoprirai che è perché hai interferito nella vita di un altro; proponendo cose che non avevi diritto di proporre; consigliando quando non avevi diritto di consigliare. Quando devi davvero dare un consiglio a un altro, Dio consiglierà attraverso di te con la comprensione diretta del Suo Spirito; la tua parte è essere nella giusta relazione con Dio affinché il Suo discernimento giunga continuamente attraverso di te per la benedizione di un’altra anima.
La maggior parte di noi vive ai margini della coscienza — consapevolmente al servizio, consapevolmente dedita a Dio. Tutto questo è immaturo, non è ancora la vita reale. Lo stadio maturo è la vita di un bambino che non è mai consapevole di sé; ci abbandoniamo a Dio al punto che la consapevolezza di essere usati non sorge mai. Quando siamo consapevoli di essere usati come pane spezzato e vino versato, vi è un altro stadio da raggiungere, nel quale ogni consapevolezza di noi stessi e di ciò che Dio compie attraverso di noi viene eliminata. Un santo non è mai consapevolmente santo; un santo dipende consapevolmente da Dio.