IL CONTO CON LA PERSECUZIONE
“Ma Io vi dico, non opponetevi al male; ma se qualcuno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra.”
Matteo 5:39, ecc
Questi versetti rivelano l’umiliazione dell’essere cristiano. Sul piano naturale, se un uomo non restituisce il colpo, è perché è un codardo; ma sul piano spirituale se un uomo non restituisce il colpo, ciò è una manifestazione del Figlio di Dio in lui. Quando vieni insultato, non soltanto non devi risentirtene, ma devi farne un’occasione per manifestare il Figlio di Dio. Non puoi imitare la disposizione di Gesù; o è presente o non lo è. Per il santo l’insulto personale diventa l’occasione di rivelare l’incredibile dolcezza del Signore Gesù.
L’insegnamento del Sermone sul Monte non è — fa’ il tuo dovere, ma — fa’ ciò che non è tuo dovere. Non è tuo dovere fare il secondo miglio, porgere l’altra guancia, ma Gesù dice che se siamo Suoi discepoli faremo sempre queste cose. Non vi sarà alcuno spirito del tipo — "Oh, ebbene, non posso fare di più, sono stato tanto travisato e frainteso." Ogni volta che insisto sui miei diritti, ferisco il Figlio di Dio; mentre posso evitare che Gesù venga ferito se ricevo io stesso il colpo. Questo significa completare ciò che manca alle afflizioni di Cristo. Il discepolo comprende che nella sua vita è in gioco l’onore del suo Signore, non il proprio onore.
Non cercare mai ciò che è giusto nell’altro, ma non cessare mai di essere giusto tu stesso. Cerchiamo sempre la giustizia; l’insegnamento del Sermone sul Monte è — non cercare mai la giustizia, ma non cessare mai di renderla.